UNIVERSITA’ POPOLARE MULTIDISCIPLINARE EUROPEA AXIS MUNDI 


Formazione culturale a Latina 

LE RaDICI PROFONDE NON GELANO MAI

Axia mundi
  • UNIVERSITA’ POPOLARE MULTIDISCIPLINARE EUROPEA AXIS MUNDI.

    Come Università Popolare, tutti coloro che interagiscono all’interno di questa struttura associativa “Università”, sono coordinati e diretti a garantire ad ogni persona che sceglie di seguire i nostri corsi e le nostre attività, il raggiungimento dell’obiettivo prescelto, in linea con le esigenze didattiche rappresentate. Nel nostro circuito universitario popolare, diversamente dai percorsi universitari tradizionali, vengono privilegiati l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. Spesso, le citate attività richiedono di avvalersi di docenti volontari, esperti locali e tecnici che condividono conoscenze pratiche, culturali o artistiche.


    A differenza dei percorsi universitari tradizionali, la nostra università privilegia l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. Spesso per raggiungere tale obiettivo ci si basa su docenti volontari, esperti locali e tecnici che condividono conoscenze pratiche, culturali o artistiche.


    La nostra università, analogamente ad altre  università popolari, rappresenta un modello d’ istruzione pubblica e partecipativa che mette al centro l’apprendimento come diritto e strumento di emancipazione sociale. Questo avviene trasversalmente mediante percorsi di formazione non formalizzata, corsi brevi, workshop e laboratori, dando preferenza a temi di interesse locale, competenze pratiche e dialogo intergenerazionale. 


    Strutturalmente  la nostra organizzazione si ispira ai centri di apprendimento comunitario, autofinanziati o gestiti da associazioni, fondazioni o enti locali, orientati all’istruzione continua di adulti, giovani e senior. Differentemente  dai percorsi universitari tradizionali, le università popolari privilegiano l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. 

  • Cenni in più

    Come Università Popolare, tutti coloro che interagiscono all’interno di questa struttura associativa “Università”, sono coordinati e diretti a garantire ad ogni persona che sceglie di seguire i nostri corsi e le nostre attività, il raggiungimento dell’obiettivo prescelto, in linea con le esigenze didattiche rappresentate. Nel nostro circuito universitario popolare, diversamente dai percorsi universitari tradizionali, vengono privilegiati l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. Spesso, le citate attività richiedono di avvalersi di docenti volontari, esperti locali e tecnici che condividono conoscenze pratiche, culturali o artistiche.


    A differenza dei percorsi universitari tradizionali, la nostra università privilegia l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. Spesso per raggiungere tale obiettivo ci si basa su docenti volontari, esperti locali e tecnici che condividono conoscenze pratiche, culturali o artistiche.


    La nostra università, analogamente ad altre  università popolari, rappresenta un modello d’ istruzione pubblica e partecipativa che mette al centro l’apprendimento come diritto e strumento di emancipazione sociale. Questo avviene trasversalmente mediante percorsi di formazione non formalizzata, corsi brevi, workshop e laboratori, dando preferenza a temi di interesse locale, competenze pratiche e dialogo intergenerazionale. 


    Strutturalmente  la nostra organizzazione si ispira ai centri di apprendimento comunitario, autofinanziati o gestiti da associazioni, fondazioni o enti locali, orientati all’istruzione continua di adulti, giovani e senior. Differentemente  dai percorsi universitari tradizionali, le università popolari privilegiano l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. 

  • Istituzione privata

    L’ Università Popolare Axis Mundi è un'istituzione privata che giuridicamente si propone come associazione di promozione sociale o di volontariato.


    Risponde fedelmente alle caratteristiche sopra enunciate, perseguendo come obiettivo principale consentire a tutti, soprattutto coloro che appartengono a categorie sociali più sovraesposte, ad abbeverarsi alla fonte della cultura in tutte le sue espressioni, salvaguardando il tanto celebrato “diritto allo studio”.


    La nostra Università Popolare è contraddistinta da flessibilità organizzativa, corsi modulati e una forte componente partecipativa. I programmi possono mutare da stagione in stagione, in base alle esigenze dei partecipanti e alle competenze disponibili nel territorio. La gestione è affidata a un presidente che a sua volta si avvale di collaborazioni con enti locali, biblioteche, associazioni e scuole.


    Premesso ciò, il nostro circuito universitario, ha una chiara connotazione religiosa, infatti è celebrato alla figura angelica di San Michele Arcangelo. Oltre alle materie di studio che qualificherei convenzionali, l’università dispone di aree dedicate dove si studiano, elaborano verificano attività connesse a particolari fenomenologie originali che spaziano dal misterico, religioso, filosofico, quantistico e ufologico; non ultime il mondo quantico, le attività di ricerca sull’eco-sistema, la radiestesia, la transcomunicazione ed altro ancora. Nell’ambito religioso, soprattutto nella veste altamente spirituale vi è un segmento di ricerca riferito alla comprensione teologica della fenomenologia sacra, lo studio della documentazione biblica e gli scritti realizzati dalle Santità e personalità di spicco del mondo cattolico-cristiano che tanto hanno contribuito nella formazione religiosa del mondo occidentale e non solo. Inoltre, si realizzano corsi di Autodifesa Psichica, percorsi di “Autodisciplina interiore e spirituale” volti a contrapporsi e eliminare quei fenomeni che partono dalle aree più profonde dell’essere causando: gestione delle forze irrazionali che causano ansia, disistima di se stessi, fenomeni di paura e di instabilità espressiva e decisionale dall’essere. Altresì, vi è un settore demandato alla ricerca, che ha il compito, attraverso i “Centri di Osservazione per le problematiche sociali”, rilevare tutte quelle fenomenologie atipiche che potrebbero intaccare gli equilibri sociali che interagiscono all’interno delle singole comunità sociali in movimento. 

  • LIGNUM CRUCIS

    Vera efigies cuiusdam arboris quce in hunc modum et figura crucio, et crucifixi creuibe e inuenta eft in regno chilensi in america, ubiin valle limache colitur magna popoli deuotione ab anno dni 1634.


    Vera immagine di un albero che ha questa forma e figura di croce, e un crocifisso che è stato trovato in Cile, in America, dove nella valle di Limache è venerato dalla gente con grande devozione dal 1634.


     


    La croce in legno con Cristo a forma di quercia è un simbolo di grande importanza nella tradizione cristiana.


    La quercia, conosciuta anche come leccio, è associata alla croce di Cristo e simboleggia la salvezza e la redenzione. 

    Durante l'apparizione di Maria ai pastorelli di Fatima nel 1917, la quercia è stata un'albero sacro dove Maria apparve, rappresentando un legno che non si ribellò alla condanna di Cristo. 

    Inoltre, la quercia è considerata un'albero sacro a Giove nei greci, simboleggiando l'eternità e la forza. 

    La croce di Gerone, realizzata in legno di quercia, è uno dei monumenti più antichi e rappresenta una raffigurazione del Redentore Cristo. 

     Questi elementi evidenziano la profonda connessione tra la quercia e il simbolismo cristiano, rappresentando la vita, la morte e la redenzione.

    Dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 la Madonna appare ai tre pastorelli sopra un Quercus ilex, comunemente chiamato leccio. La simbologia di quest'albero affonda le radici nell'antichità. La quercia, in generale, era per i greci l'albero sacro a Giove. A motivo della sua longevità e della sua robustezza, fu considerata da sempre parabola dell'eternità. 

    Il leccio, nello specifico, era invece associato alla sventura: le sue chiome ombrose con le fronde sempre verdi rendevano i boschi di lecci impenetrabili, da ciò la reputazione di pianta infausta. Non così per la cristianità che, al contrario, regala al leccio un ruolo senza precedenti. Si narra come, dopo la condanna a morte di Cristo, tutti gli alberi si rifiutarono di offrire il proprio legno per fabbricare la croce. 

    Sotto i colpi dei boscaioli e dei falegnami ogni legno d'albero andava in frantumi. Soltanto il leccio non si ribellò perché comprese che Cristo con la croce avrebbe redento il mondo e salvato anche la creazione dalla caducità della morte. Non a caso il beato Egidio, terzo compagno di san Francesco d'Assisi, vedeva apparirgli il Salvatore presso un albero di leccio, simbolo appunto del crocifisso.

     Si comprende meglio allora perché la Vergine Maria apparve ai tre pastorelli di Fatima, sopra un simile albero. L'annuncio della Madonna si colloca dentro la grande opera di salvezza che il Cristo compie già interamente sulla croce, ma che si deve attuare nella storia attraverso il corpo mistico della Chiesa.

    Nonostante l'omonimia tra la Fatima portoghese e l'unica figlia di Maometto, i simboli di cui si circonda la Vergine durante l'apparizione la designano chiaramente come un'apparizione cristiana. Tra gli alberi citati dal Corano, infatti, non si trova elencato né il leccio né la più generica quercia, mentre sono numerose le opere d'arte che ritraggono la Vergine sopra o accanto a quest'albero.

    Tra le più famose c'è la Sacra famiglia presso la quercia, opera di Raffaello, dove san Giuseppe pensoso si appoggia sopra le rovine di un tempio pagano (ormai crollato) e la Madonna siede davanti a una quercia, con san Giovanni Battista, fanciullo, che porge il cartiglio dell'ecce Agnus Dei al Cristo, indicando così, complice il leccio, il destino che avrebbe abbracciato il Messia. 

    Ma la più suggestiva immagine che collega, con grande anticipo, le apparizioni di Fatima all'arte è la Madonna dell'albero secco, un'opera di Petrus Christus, artista olandese del XV secolo. Qui Maria appare sopra un albero spinoso, lo stesso appunto sul quale salì il Salvatore per condurci alla gloria, portando in braccio il Cristo Bambino che indossa già il telo bianco della risurrezione. 

     Gesù porge alla Madre il frutto della sua passione che riaprirà all'umanità il giardino ove si radica l'albero della vita. Quel frutto che i progenitori avevano ora rubato, da Cristo, ci è donato per grazia. Ci sono 15 lettere appese ai rami secchi dell'albero, rimando alle 150 Ave Maria di cui era composto il santo rosario prima dell'introduzione dei Misteri della luce. 

    La diffusione del rosario in Europa data 1475, mentre il dipinto di Petrus Christus data 1465. Con 10 anni d'anticipo quest'artista propone ai fedeli quell'arma dii salvezza che anche la Vergine a Fatima, 500 anni più tardi, indicherà quale strumento per vincere il dramma della scristianizzazione del mondo contemporaneo.